1.

Invecchiamento e professioni

La nuova associazione scientifica per l’invecchiamento attivo e cure integrate «Piaci» organizza, il prossimo 9 marzo, il primo convegno pubblico sul tema «Invecchiamento e professioni. Nuove prospettive di pensiero e azione professionale» (Padova, centro culturale Altinate/San Gaetano a Padova). Il convegno è organizzato in collaborazione con Fondazione «E. Zancan», Gruppo Grg e Consiglio nazionale Ordine degli assistenti sociali, e ha il patrocinio dell’Ordine regionale Veneto degli assistenti sociali. Il ministero della Salute e il Consiglio nazionale Ordine assistenti sociali hanno riconosciuto la validità dell’evento attribuendo 6 crediti agli assistenti sociali, 3 crediti ai medici, 3 crediti agli infermieri e 4 crediti agli psicologi.
Nel corso dell’iniziativa sono previsti gli interventi di: Marco Trabucchi, GRG - Gruppo ricerca geriatrica, Brescia; Giovanni Nervo, presidente onorario Fondazione Zancan, Padova; Diego De Leo, ordinario di Psichiatria, Griffith University, Brisbane (Australia); Renato Rubin, Dirigente dell’Unità Complessa Assistenza Distrettuale e Cure Primarie, Regione del Veneto; Fortunato Rao, direttore generale Azienda Ulss 16, Padova; Fabio Verlato, medico, assessore ai servizi sociali, Comune di Padova; Daniela Marzullo, responsabile welfare, Anci Veneto; Maria Lia Lunardelli, direttore UO Geriatria Azienda Ospedaliera-Universitaria Sant’Orsola-Malpighi, Bologna, e presidente Sigg Regione Emilia-Romagna; Anna Maria Campanini, Professore Associato Università di Milano Bicocca e Presidente dell'Associazione Europea delle Scuole di Servizio Sociale; Franca Dente, già presidente Consiglio nazionale Ordine assistenti sociali; Daniele Salmaso, direzione delle Professioni sanitarie, Azienda ospedaliero universitaria S. Maria della Misericordia, Udine; Eugenio Castegnaro, medico geriatra direttore UO Lungodegenza Azienda Ulss 16, Padova, Tiziano Vecchiato, presidente PIACI e direttore Fondazione Zancan, Padova.
Coordinano: Franca Bonin, vicepresidente Consiglio nazionale Ordine assistenti sociali; Fabio Bonetta, direttore generale ASP ITIS, Trieste; Silvana Tonon Giraldo, docente di Servizio sociale, Università di Verona;
«Con questa iniziativa teniamo fede a quanto promesso al momento della costituzione dell’associazione – spiega il presidente di Piaci e direttore della Fondazione «E. Zancan», Tiziano Vecchiato –, cioè di realizzare attività di studio, ricerca e azioni di promozione e divulgazione scientifica e culturale, facilitando il dialogo tra discipline, saperi professionali, scienza ed etica». Vecchiato tiene a ricordare che «la specificità dell’associazione è nel suo dna multiprofessionale: ci differenziamo così da altre associazioni scientifiche che nascono per sviluppare conoscenze di singole professioni, con il rischio di anteporre gli interessi della professione ai problemi per cui sono state costituite. Piaci mette al centro la persona anziana e intorno tutte le professioni che vogliono trovare soluzioni migliori, più efficaci di quelle che conosciamo».
Per iscriversi al convegno, è necessario compilare la scheda scaricabile dal sito www.fondazionezancan.it. La quota di iscrizione (50 euro) comprende: i materiali del convegno con una pubblicazione sui temi trattati, l’abbonamento on-line gratuito alla rivista «Studi Zancan» per l’anno 2011, il buffet, il riconoscimento dei crediti per le professioni sanitarie e per gli assistenti sociali.
Per ulteriori informazioni: mail: fz@fondazionezancan.it Tel. 049-663800.

2.

Elogio della scuola pubblica

«Scuola pubblica e fede cattolica non sono in contrasto, per cui screditare l’una per farsi bello agli occhi dell’altra non è una mossa saggia». Così può essere riassunto il commento di Salvatore Nocera, vicepresidente della Fish (Federazione italiana superamento dell’handicap), alle parole del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi sulla scuola pubblica e sui suoi insegnanti che «inculcano idee diverse da quelle che vengono trasmesse nelle famiglie». A quello che definisce «abominevole disprezzo», Nocera risponde con una lettera aperta che inizia così: «Sono un cattolico praticante, sono stato presidente nazionale del Movimento apostolico ciechi e stimo molte scuole cattoliche per la loro serietà ed impegno culturale, oltre che per l’accoglienza di qualità che rivolgono da tempo all’inclusione degli alunni con disabilità ed ora anche a quelli stranieri. Però non posso accettare l’abominevole disprezzo con cui il presidente del Consiglio ha, in questi giorni, ingiuriato la scuola pubblica italiana e quanti operano con professionalità ed impegno in essa».
Sbagliati i toni, dunque, ma anche l’occasione, perché «se egli (Berlusconi, ndr), che parlava ad un convegno di cattolici, ha creduto in tal modo di fare cosa gradita a questi suoi potenziali elettori, ritengo che stavolta non abbia raggiunto lo scopo. Infatti noi cattolici non contrapponiamo la scuola cattolica a quella pubblica laica, ma riteniamo col buon senso che ci siano positività nell’una e nell’altra e che possano esservi taluni disservizi nell’una e nell’altra; ma riteniamo ancor di più, con la Costituzione, che vi debba essere libertà per l’una e per l’altra». Una precisazione d’obbligo, secondo Nocera, poiché «io e con me moltissimi cattolici riteniamo che chi sceglie la scuola cattolica lo faccia per una propria libera scelta e non per sottrarre i propri figli al lavaggio del cervello operato dai docenti della scuola pubblica nei confronti degli alunni per renderli contrapposti agli insegnamenti delle famiglie, come egli ha detto. Il Presidente del Consiglio, che si vanta di aver frequentato le scuole dei Salesiani, non ha esperienza diretta delle scuole pubbliche come ce l’ho io e moltissimi altri cattolici che hanno scelto di frequentare le scuole pubbliche e dove ci siamo trovati molto bene, malgrado la scarsità di risorse».
Il vicepresidente Fish ricorda anche la dedizione e l’impegno del sistema scolastico di fronte alla disabilità: «Io ho frequentato le scuole pubbliche negli anni Cinquanta nel profondo Sud a Gela da minorato della vista, quando ancora non esisteva alcuna norma sull’inclusione scolastica degli alunni con disabilità e sono grato ai miei docenti di allora che mi hanno accolto con professionalità realizzando la volontà della mia famiglia che rifiutava il mio internamento in un istituto speciale per ciechi. Nella scuola pubblica ho trovato compagni di differenti condizioni economiche e culturali e sociali ed ho cominciato a sperimentare il dialogo fra diverse mentalità e fra diverse concezioni della vita che mi hanno educato alla democrazia».
In conclusione, Nocera riferisce che «ciò che mi ha ferito di più nel linguaggio del presidente del Consiglio è che egli ha espresso questo suo giudizio di dilegio come presidente del Consiglio che dovrebbe impegnarsi a rendere sempre più efficiente la scuola pubblica perché scuola aperta a tutti, come recita l’art. 34 della Costituzione; egli invece l’ha giudicata come luogo di corruzione dei giovani e di circonvenzione di minori. Nessun cattolico, fedele laico o membro della Gerarchia ecclesiastica si era mai espresso in tali termini; nessun conservatore di formazione cattolica, per quanto potesse essere critico della scuola pubblica, si era mai spinto a tanto. Il Presidente del Consiglio che ha il merito di aver firmato la legge n. 67/06 che condanna qualunque forma di discriminazione nei confronti delle persone con disabilità, ha col suo giudizio lesivo della verità, operato una inqualificabile discriminazione ai danni della scuola pubblica, cui dovrebbe riparare assicurandole maggiori risorse finanziarie per elevarne sempre di più la qualità».

3.

Serve ancora la Social Card?

«I dati e i risultati della prima Social card non giustificano la decisione del governo di riproporre il provvedimento»: è il commento che arriva dalla Fondazione Zancan alla notizia della nuova sperimentazione della carta acquisti, prevista dal decreto milleproroghe. «Il bilancio della prima esperienza, guardando i dati, non è positivo. Ogni beneficiario in media ha ricevuto 370 euro in un anno, ma questo non è stato sufficiente a rendere possibile l’uscita dalla povertà alle famiglie che ne hanno beneficiato - spiega Vecchiato -. La Commissione di indagine sull’esclusione sociale ha calcolato che la carta acquisti ha fatto scendere il dato della povertà assoluta dal 4,18% al 4,11%: cioè circa 40 mila famiglie su un milione sarebbero uscite dall’area della povertà. È un tasso di rendimento inferiore alla sperimentazione sul reddito minimo di inserimento fatta 10 anni fa».
Alla luce di questi dati insoddisfacenti non si spiega l’insistenza del governo sulla social card, classificata da Vecchiato come «intervento emergenziale, che per sua natura è di breve periodo, basato su trasferimenti di denaro, su risposte a bisogni vitali, soprattutto alimentazione e alloggio». E aggiunge: «Si tratta di un intervento che riduce momentaneamente la sofferenza e l’isolamento, ma non dà effetti duraturi e proprio per questo non dà un effettivo aiuto alle persone, soprattutto perché non si integra con altre forme di aiuto presenti sul territorio».
L’errore, dunque, è sempre quello di investire su trasferimenti monetari piuttosto che su servizi: «In altri paesi – incalza il direttore, riprendendo quanto già evidenziato nel Rapporto povertà 2011 Caritas-Zancan «In caduta libera» – diventare poveri non significa rimanere poveri, ma avere ragionevole speranza di poterne uscire nel breve periodo. La povertà di lungo corso, tipica della situazione italiana, non ha invece trovato e non trova benefici negli interventi sinora realizzati, tutti caratterizzati da un’ottica, appunto, emergenziale». Ma se proprio si vuole procedere nella direzione della carta acquisti, la proposta della Zancan è che venga utilizzata «come unico strumento attraverso cui convogliare tutti gli aiuti a favore dei poveri. In questo modo si eviterebbero forme di opportunismo purtroppo frequenti e da contrastare, perché tolgono risorse ai veri poveri».

4.

Anziani fragili? Valutazione dei bisogni e delle potenzialità

Il primo numero del 2011 della rivista «Studi Zancan» è dedicato alla condizione delle persone anziane. In particolare, al centro dell’attenzione ci sono le azioni e le modalità possibili per valorizzare questa fase della vita, andando oltre i limiti dell’età e riscoprendo le potenzialità della persona in tutte le fasi della vita.
Tiziano Vecchiato, ad esempio, riflette sull’idea che la società moderna ha della vecchiaia, come decadenza e perdita di autonomia, piuttosto che come risorsa e valore. È questa accezione negativa che, secondo l’autore, consente al welfare italiano di giustificare le proprie difficoltà attribuendo ai costi della vecchiaia le cause della propria incapacità. I dati, infatti, testimoniano che l’Italia rispetto ad altri paesi non riesce, a parità di costi, a dare risposte adeguate. La ragione, in realtà, sta nell’incapacità di governare adeguatamente il rapporto tra risorse, trasferimenti e servizi. A supporto di questa tesi, Vecchiato porta una serie di dati, utili a comprendere il peso e al tempo stesso il valore, anche economico, dell’età anziana.
La monografia è dedicata al tema dell’invecchiamento, proponendo alcuni dei contributi presentati in occasione del 5° Corso per assistenti sociali del Congresso nazionale della Società italiana di gerontologia e geriatria, svoltosi a Firenze il 2 e 3 dicembre 2010. Elisabetta Neve riflette sul senso del termine «fragilità» e indica come intervenire sul fronte della prevenzione e del potenziamento delle risorse personali dell’anziano. Irene Gili Fivela, invece, sottolinea che il tema della cura dell’anziano non autosufficiente nel suo spazio di vita implica doverose riflessioni rispetto alle scelte circa l’allocazione delle risorse, mentre Lea Leonarda Bresci insiste sulla necessità di un approccio professionale centrato sulla persona-risorsa e sulla valorizzazione del capitale umano. Cinzia Canali, Elena Innocenti, Estense Laura Lina Mazzini e Tiziano Vecchiato presentano i risultati di una ricerca sanitaria che individua soluzioni professionali e organizzative per qualificare le risposte domiciliari agli anziani non autosufficienti. Infine, Claudio Pedrelli presenta i contenuti del servizio sociale professionale attivato dagli operatori nel comune di Fiorano Modenese.
Non solo terza età: il numero 1/2011 della rivista affronta anche altri temi di primaria importanza, cui la Fondazione Zancan dedica da sempre grande attenzione. Nella sezione «Politiche e servizi» sono proposti articoli su ricerche child inclusive (Elizabeth Fernandez), progetti di inclusione (Angelo Lippi e Fedele Ruggeri), riflessioni in merito ai servizi per minori e famiglia in Italia (Dario Colombo).

5.

Il servizio sociale professionale e i livelli essenziali di assistenza

Nell’ambito del 56° Congresso Nazionale SIGG (Firenze, (29)30/11-3/12/2011) si svolgerà il 6° Corso per Assistenti sociali organizzato dalla Società Italiana di Gerontologia e Geriatria in collaborazione con la Fondazione Emanuela Zancan onlus ed l’Ordine Nazionale degli Assistenti sociali sul tema:
Il servizio sociale professionale e i livelli essenziali di assistenza
Il Corso si svolge nei giorni 30/11-2/12/2011. Gli assistenti sociali sono invitati a presentare contributi scritti o poster sui seguenti argomenti:

  • Il servizio sociale professionale come livello essenziale di assistenza
  • I processi professionali di servizio sociale come requisiti necessari per garantire l’efficacia dei LEA
  • Valutazione dei processi organizzativi in atto e dimensionamento del LEA-servizio sociale nel territorio

A breve uscirà il call for paper con i dettagli per la presentazione dei contributi che saranno valutati dal Comitato scientifico del Corso.
Direzione del Corso: Silvana Tonon Giraldo e Tiziano Vecchiato
A conclusione del corso, nella prospettiva del riconoscimento dei crediti formativi, è prevista la valutazione degli apprendimenti.
Per informazioni: Fondazione Zancan tel. 049663800

6.

Strumenti di lavoro: 1 libro 1 euro

Il lavoro professionale organizzato, il metodo dei gruppi di lavoro interprofessionali, l’integrazione operativa nel lavoro professionale, il metodo di lavoro per progetti, che si basa sull’integrazione delle professionalità, può costituire una strada per ridurre la frammentazione e promuovere sinergie con il risultato di una migliore qualità nei servizi alla persona e un’economia dei costi.
I contributi raccolti in «Aziende, leggende e strategie. Gruppi di lavoro e servizi alle persone» (a cura di Tiziano Vecchiato) affrontano questi temi e cercano di contestualizzarli nei servizi alle persone, evidenziando le strategie necessarie per il loro funzionamento.
Il volume può essere ritirato di persona (presentando la scheda scaricabile dal sito www.fondazionezancan.it) presso la nostra sede (Via Vescovado, 66 - Padova, dal lunedì al venerdì, 8.30-13.00 e 14.00-17.00).
Si può ricevere direttamente a casa, con spese a carico, a seguito di richiesta via fax (049663013) o tramite email (segreteria@fondazionezancan.it) compilando sempre la scheda.
La richiesta va effettuata entro il 30 aprile 2011.

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